NON SO COME CHIAMARE QUESTO BLOG.

Mi ha messo in rete un mio amico. non so cosa sta per succedere-penso che anche io nel mio sito avro delle interfacce-io penso ad interfacce-il primo uomo sulla luna.

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11:44

 

 

In realtà rido come un pazzo, dico solo stronzate. il barista che non può più salire oggi si è accorto che non può più salire , anzi ieri perchéste cose le ho scritte ieri e sono successe ieri.oggi son oentrato in azione contro una merda d'uomo. John Goodman in Grande Lebowski grida Non bisogna  rompere i colgioni a chi non si conosce. Lo grida al bambino della  pagella. E poi gli spacca la macchina con la mazza da baseball. Scatta sempre un po ‘di adrenalina in certe situazioni

 

Una notte tanti ann ifa con due amici ci siamo buttati in mare con un barattolo di nutella su un materassino.  Ci samo avvicinati a uno yacht e abbiamo scritto merda  o nutella?. Ero eccitatissimo era l’adrenalina.

 

Dire adrenalina è un po’ come dire vintage, uan parola da stupidi

 

 

Oggi cioè ieri il tonno era verde di muffa, ma solo un pezzettino. Ma per sicurezza lho buttato. E’ una  questione di essere uomini continuare ad ordinare  da lui, il barista che non può più salire perché è impazzito e manda tutti a cagare. A me no però. E’ un mio dovere da uomo ordinare da lui, se  no che cazzo dico in giro che mi piace il film Grazie signora tatcher.

 

In questo momento un collega di quelli in bianco e nero parla del paura dell’aereo, che palle.

 

Tollerare tollerare. Tollerare mi fa venire in mente una zolla. Una volta ho tirato una zola di terra a un politico e lo colpii. Pure Fatboyslim lho preso col formaggio.

 

Ho una buona mira in situazioni particolari. Ma no nsare mia riuscito a colpire kennedy da quella distanza, sicamente troppa adrenalina ti fa tremare. Los Le oswald era un ex-marine e nei film quelli sanno uccidere un uomo in 12458 modi diversi.

 

Il segreto sarebbe controllare l'adrenalina. Anche se quando ho scritto merda o nutella, la grafia era in comprensibilissima

 

Ogni creatura ha bisogno dell’auto degli altri. E’ una  frase di brecht che mi ha colpito anzi devastato. Non prendetemi per un coglione che ostenta cultura, son un ignorante e non lo avevo mai letto, neanche dopo.  brecht mi veniva letto e io dovevo vedere la parole e non lo avevo mai letto. . Un atto teatrale, meta-terapia. Mi sono reso conto che siamo tutti uguali.

 

Un giorno prima di andare al Flippaut in tv trovo Arturo Ui la riduzione televisiva tratta da brecht bla bla. Il momento mentre il tipo coi sensi di colpa comincia a camminare coem un granchio è forte.

Sensi di colpa e urla di innocenti

 

Il fobia dell’aereo ora è diventata la paura dell’acqua. Il collega in bianco e nero ora chiede se è bella la Provenza. Che palle. Ora dice che siamo troppo abituati a milano. Dico che palle perché quando scrivo mi piace i silenzio. Rumorefobia.

 

Gridate tutti rumore rumore alla due esatte del mattino. Dobbiamo diventare fenomeni inspiegabili.

 

Digos del web se stai indagando sappi che sono io l’ideatore del movimento delle grida notturne. Ora il tipo che mi chiede che faccio in vacanza . a milano gli ho detto e ho buttato lo sguardo sul monitor. Ha un tono servile, il solito tono servile perché lei è una collega. Parla con lei, non con me. E’ uno di quelli a cui piace farsi trattare male. 

 

Ho caldo e dico quello che penso. Anche lui è una creatura che ha bisogno dell’aiuto degli altri. Io lo ascolto per due secondi poi gli levo l’ascolto. Sono un ragazzo con difficoltà di concentrazione fare finta di ascoltarlo non è un aiuto, ascoltarlo è noiosissimo.

 

Parla di caldo di vacanze: se fosse una donna farebbe delle stupide torte. Parlerebbe di uomini.

 

Al tipo piace  l’umiliazione.

 

Questo qua sotto è il testo lunghetto di brecht, mi veniva letto nelle orecchie, dovevo vedere le immagini do ogni parola che mi veniva letta.. Mentre tenevo gli occchi chiusi e respiravo col diaframma. Sono esercizi che fai per regredire al dolore comune, a sensazioni che la cultura l 'educazione i media dio i preti i filtri la tv ecc rimuovono. perchè ci son o  dei cattivi e noi siamo solo buoni. Storie corali, siamo tutti storie corali. Il rispetto nasce nel riconoscersi in qualcosa che vien condannato dal senso comune. Appunto “Ogni creatura ha bisogno dell’aiuto degli altri” questa è la frase che mi risuonava  i giorni dopo. Non è il mattino ha l’oro in bocca. Mi fa paicere se continui a leggere, se lo salti , le mie parole continuano. Dopo brecht ci sono io. Ecco.

 

DELLA INFANTICIDA MARIA FARRAR

di Bertold Brecht

Maria Farrar, nata in aprile, senza segni

particolari, minorenne, rachitica, orfana,

a sentir lei incensurata, stando alla cronaca,

ha ucciso un bambino nel modo che segue:

afferma che, incinta di due mesi,

nella cantina di una donna ha tentato

di abortire con due iniezioni

dolorose, dice lei, ma senza risultato.

Ma voi, di grazia, non vogliate sdegnarvi:

ogni creatura ha bisogno dell'aiuto degli altri.

Tuttavia, lei dice, il prezzo stabilito

lo ha pagato subito, si è legata stretta,

ha bevuto la polvere di pepe nello spirito

ma quello d'una purga, non altro fu l'effetto.

Le si gonfiava il ventre a vista d'occhio, allora

lavando le stoviglie aveva assai sofferto.

Lei stessa, così dice, era cresciuta ancora.

Molto aveva sperato pregando la Madonna.

Anche voi, di grazia, non vogliate sdegnarvi:

ogni creatura ha bisogno dell'aiuto degli altri.

Ma, così pareva, era inutile pregare.

Si pretendeva troppo. E quando fu più grossa,

le venne il capogiro durante il mattutino. Sudò più d'una volta

ed anche per l'angoscia, ai piedi dell'altare.

Ma lei tenne segreta la sua condizione

fino a quando la colsero le doglie del parto.

Ci era riuscita: nessuno credeva che fosse

caduta in tentazione, lei così sgraziata.

E voi, di grazia, non vogliate sdegnarvi:

ogni creatura ha bisogno dell'aiuto degli altri.

In questo giorno, dice, alla mattina presto

sente una fitta, lavando le scale,

come di spilli nel ventre. Un brivido la scuote.

Ma pure le riesce di nascondere il suo male.

E tutto il giorno, stendendo i suoi panni,

si rompe la testa, poi le viene in mente

che doveva partorire, ed improvvisamente

sente una stretta al cuore. In casa torna tardi.

Ma voi, di grazia, non vogliate sdegnarvi:

ogni creatura ha bisogno dell'aiuto degli altri.

La si chiamò ancora, mentre era coricata:

la neve era caduta e doveva scopare.

Alle undici finì. Era lunga la giornata.

Soltanto nella notte potè sgravarsi in pace.

E partorì, a quanto dice, un figlio.

Il figlio somigliava a tutti gli altri.

Ma lei non era come le altre madri.

Non la schernisco: non ce n'è motivo.

Anche voi, di grazia, non vogliate sdegnarvi:

ogni creatura ha bisogno dell'aiuto degli altri.

Lasciate che lei seguiti a narrarvi

come finì la sua creatura,

(nessun particolare lei vuole celarvi)

così di ogni essere si vede la natura.

Appena giunta a letto un forte malessere

l'aveva pervasa, e, da sola,

senza sapere quello che succedesse

a stento si trattenne dal gridare.

E voi, di grazia, non vogliate sdegnarvi:

ogni creatura ha bisogno dell'aiuto degli altri.

Con le ultime forze, lei dice, seguitando,

dato che la sua stanza era fredda da morire

al gabinetto s'era trascinata, e lì (quando

più non ricorda) partorì alla meglio

così verso il mattino. Lei dice ch'era tutta

sconvolta ormai e mezzo intirizzita

e il suo bambino lo reggeva a stento,

poiché nella latrina ci nevicava dentro.

Anche voi, di grazia, non vogliate sdegnarvi:

ogni creatura ha bisogno dell'aiuto degli altri.

Fra la stanza e il gabinetto, prima, lei dice,

non avvenne proprio nulla, il bambino scoppiò in pianto

e questo l'urtò talmente, lei dice,

che con i pugni l'aveva picchiato tanto

alla cieca, di continuo, finché smise di piangere.

E poi s'era tenuta sempre il morto

vicino a sé, nel letto, per il resto della notte

e al mattino nel lavatoio l'aveva nascosto.

Anche voi, di grava, non vogliate sdegnarvi:

ogni creatura ha bisogno dell'aiuto degli altri.

Maria Farrar, nata in aprile,

defunta nelle carceri di Meissen,

ragazza madre, condannata, vuole

mostrare a tutti quanto siamo fragili.

Voi, che partorite comode in un letto

e il vostro grembo gravido chiamate «benedetto»,

contro i deboli e i reietti non scagliate l'anatema.

Fu grave il suo peccato, ma grande la sua pena.

Di grazia, quindi, non vogliate sdegnarvi:

ogni creatura ha bisogno dell'aiuto degli altri.

 

 

Questo testo mi colpiva molto due anni fa, lho riletto adesso. Mi colpisce la frase "ogni creatura ha bisogno dellaiuto degli altri", il resto è la storia. Anche i Gemelli Diferenziati  hann oscritto una cosa così che si chiam mery. lo hanno fatto per isoldi di parlare di sfiga sociale. E' un po coem i bianchi d'america che ascolatno hip hop militante. chissà se anche questa è regressione

 

Intollerare gli altri. Creature e aiuto sono parole  importanti. All’epoca mi colpì, avevo bisogno di rivelazioni dal genere umano. Prima  cosa no credete ai tg, soprattuo agli speciali Tg che entrano nel disagio. È u na finte sono servizi verità che non tengono conto della verità  di chi è in mezzo al problema. Della sua storia

 

Usare la punteggiatura coem sto facendo io è da finocchi è da finzione è da ricerca di uno stile merdoso.

 

Però è un mio diritto ammettere che al collega in bianco  e nero che continua a chiaccherare di vancanze caldo piace l’umiliazione. E’ una creatura anche lui lo so.

 

Amici acerrimi e un bel lapsus.

 

I beginning to see the light è la mia canzone.

 

Questo è l’ultimo post perché oggi stacco con l’ufficio dove posto. Strano l’anno scorso blateravo di una  milano, tutta mia e del fatto che potevo pedalalare senza mani lungo corso b aries. Era agosto e soprattutto no navevo mai letto marcovaldo.

 

Plese kill me

 

Scrivo criptato. Non ha senso spiegare troppo la propria vita. Anche se la biografia non ufficiale di perfetti sconosciuti ha senso per il marketing. Ho superato il confine

 

La questione del confine.. Legittimare la parte aggressiva, far parlare con educazione e con un linguaggio compatibile all’ipocirisia che ci sta attorno. Le regole non scritte.

 

Aggressività per difendere lo stampo originale. Seven nation army parla di difesa dei proprio valori e desideri.

 

Strappare i giovani dalle illusioni questo è lo scopo del rock n roll

 

If you close the door the night could last for ever if the sun shineout say hello to never, più o meno questo ricordo della colonna sonora che mi ricorda sempre quanto sia  pericolosa la porta che si chiude.  

 

Non chiudete quella porta.

 

 

 

 


postato da noncicapisco 11:44 commenti (7)


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